Art4sport e lo sport come terapia

Esiste un mondo sommerso, che viene pubblicizzato solo in occasioni delle Paralimpiadi, che aiuta portatori di handicap a portare avanti la loro passione sportiva tra mille difficoltà. In questo contesto sta emergendo la realtà dell’Associazione art4sport Onlus, che segue un percorso basato sulla certezza che lo sport è una terapia che si può attuare per il recupero fisico e psicologico dei bambini e dei ragazzi portatori di protesi di arto.
Art4sport è ispirata alla storia di Beatrice Vio, detta Bebe, una bambina con tante passioni tra cui quella per la scherma. Alla fine del 2008, all’età di 11 anni, è stata colpita da una grave malattia che ha portato come tragica conseguenza all’amputazione dei quattro arti. Malgrado questo, nel giro di un anno è tornata alla sua vita di prima e uno dei fattori motivanti che l’ha portata a reagire con forza e determinazione è stato il suo desiderio scalpitante di tornare ancora una volta a praticare il suo amato sport.
La famiglia di Bebe si è allora attivata per conoscere la realtà delle protesi sportive e delle attrezzature sportive per i ragazzi con questo tipo di disabilità e si è dovuta scontrare con la sconcertante situazione italiana dove c’è l’assoluta mancanza di supporto da parte del Sistema Sanitario Nazionale. Da qui è nata la decisione di creare un’associazione che fungesse da punto di riferimento per lei e per altri ragazzi con le stesse problematiche e con lo stesso desiderio: fare sport.
Per poter praticare attività sportiva questi bambini necessitano spesso di protesi sportive e di molte attrezzature specifiche, che non sono sovvenzionate. Devono essere studiate e progettate di volta in volta in base alla tipologia di amputazione di ciascun bambino e allo sport che egli desidera praticare, inoltre c’è la necessità di modificarle o sostituirle spesso per seguire la naturale crescita del ragazzo. E’ evidente l’elevato costo che devono affrontare le famiglie e che viene quindi coperto e supportato grazie ai fondi di art4sport.
L’associazione ha intrapreso un percorso ambizioso, che però la sta premiando con le vittorie dei suoi piccoli atleti, ai quali ha  finanziato le costosissime protesi e le varie attrezzature sportive necessarie, indirizzandoli ad un percorso sportivo, ma soprattutto sensibilizzando la gente comune sul tema della disabilità. Lo sport può essere una terapia e un mezzo di realizzazione e l’obbligo è aiutare questi ragazzi e le loro famiglie a credere nei loro sogni.

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