“La differenza di Totti” di Mario Sconcerti

Di Fabiola Rieti

La magia del numero 10 si tramanda da diverso tempo e Mario Sconcerti  nel libro “La differenza di Totti” ha compiuto un viaggio nella storia per analizzare e paragonare i fantasisti del calcio e capirne l’evoluzione.
A dispetto del titolo non è un libro monografico sul grande calciatore romanista, ma un modo per individuare dove nasce la diversità del capitano giallorosso.
Per riuscire nell’intento, il giornalista fiorentino, scomoda Pelè, Maradona, Rivera, Mazzola, Platini, Sivori, Mancini, Di Stefano, Baggio e Del Piero. Questi calciatori vengono analizzati tecnicamente, fisicamente e per i più recenti si dispensa anche un’analisi commerciale, che ben si adatta al calcio business di oggi.
E’ un testo lezioso che si articola come una lunga chiacchierata sul calcio, raccontando momenti ed epoche in un excursus futuristico.
Tra le righe del libro si ritrova un messaggio importante lanciato da Sconcerti, l’importanza della memoria storica anche nello sport. L’immediatezza del calcio porta all’esaltazione del presente, dimenticando il passato e anche grandi campioni come Baggio potrebbero rischiare di essere dimenticati, proprio come accade ora per Mazzola. Forse ora, abbiamo la tecnologia ad assisterci permettendo di lasciare impresse ai posteri le immagini delle giocate e delle azioni che hanno reso grande un campione.
Sconcerti già nelle prime pagine rivela la differenza di Totti per poi analizzarne il perché:

“Non è un uomo che ha semplicemente avuto la fortuna di saper ammaestrare un pallone. Ha mezzi fisici
molto particolari, estremamente sofisticati. Sarebbe stato un campione in molti altri sport. Maradona no, Platini nemmeno.  La vera grande caratteristica di Totti: essere il primo fuoriclasse del calcio contemporaneo, il primo del Duemila”.

Il suo viaggio parte da Omar Sivori: “Un Maradona ante litteram. E’ un bastian contrario naturale anche sul campo”, che riesce a giocare di fantasia prima dell’avvento del calcio difensivista all’italiana.

Ma la conversione alla fantasia arriva, secondo l’autore con l’avvento della tv a colori, che porta al ritorno degli stranieri nella nostra penisola. A determinare una nuova rotta ci pensò Arrigo Sacchi con una mentalità diversa, nuovi metodi di lavoro che univano fatica alla modernità atletica.
Tra l’analisi dei numeri 10, Sconcerti cerca di dare nozioni tattiche e talvolta di storia calcistica, per capire come siamo arrivati ad oggi. Eppure soltanto quando si citano i grandi nomi il testo sembra decollare:

“Platini era senza tempo. Era un artista ironico, freddo che già puntava all’immortalità. Maradona nasce in una squadra appena inventata. Platini mette la crema, Maradona fa il pane e il companatico”

Il più grande dualismo rimane: Pelè o Maradona? Un match che si pareggia anche tra le pagine di questo libro, perché nonostante l’interrogativo non si riesce a dare una risposta.
In questo mondo del pallone il confronto tra giocatori sembra essere l’unica legna in grado di alimentare il fuoco lo è stato tra Rivera e Mazzola, ma progressivamente si trovano nuovi protagonisti e antagonisti. Eppure le differenze ci sono non solo tecniche… Roberto Baggio è considerato dagli addetti al settore il rappresentante del bel gioco. Una carriera costellata di infortuni che hanno impedito di goderlo a pieno, il pubblico lo ha amato e accompagnato nel corso del suo cammino e la fragilità lo ha reso ancora più umano. Di contro c’era un Roberto Mancini, che di simile con lui aveva solo il nome, capace di vincere scudetti con squadre di “provincia” (Sampdoria e Lazio) e in grado di trasformare il gruppo in un fortino.

“Baggio ha fatto spettacolo, Mancini ha fatto aziende”

E Totti?

“Francesco Totti è l’evoluzione della specie, il prodotto completo che riassume le doti migliori”

Fisico, forza e potenza sono le caratteristiche che lo distinguono, ma anche la sua natura nasce trequartista, trasformandosi in attaccante e diventando l’elemento in più.

“Un fisico straordinario abbinato per la prima volta alla tecnica. La sua differenza farà la differenza”

Sconcerti prevede già l’evoluzione della specie post Totti: l’avanzata degli africani

“I neri faranno lo spettacolo e i bianchi lo gestiranno. Ma questa è un’altra storia”.

Anche la Roma in campo con il logo della Fondazione Gabriele Sandri

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