La valigia dello sport di Alessandro Mastroluca

di Flavio Grisoli

L’editorialista Ibrahim Issa, sulle colonne del giornale indipendente egiziano Al Shourok, scrisse: “Il calcio non è lontano dalla politica, se la squadra egiziana vince il campionato è per merito del presidente e di suo figlio; se perde, è per colpa dell’allenatore e del portiere“.

Dopo aver analizzato a fondo il rapporto tra potere politico e calcio durante il regime comunista in Russia con il volume “I piedi dei soviet”, Sportstory prosegue in questo affascinante viaggio storico-politico-sociologico-sportivo, ma con un respiro decisamente più internazionale. “La valigia dello Sport” di Alessandro Mastroluca, edito da Effepi Libri con una prefazione di Ubaldo Scanagatta, è il viaggio perfetto per chi vuole conoscere i retroscena che si celano dietro i più grandi avvenimenti sportivi e non solo. La storia contemporanea riletta attraverso le imprese, le gesta dei grandi campioni che hanno fatto sobbalzare dalle sedie e dalle poltroncine milioni di appassionati in tutto il Mondo.

Calcio, atletica leggera, pugilato, ping pong, tennis, rugby, nuoto: tutto ha contribuito a rendere immortali grandi campioni sul quale sfondo però si stagliavano spesso e volentieri tragedie immani del nostro tempo. Il giovane giornalista foggiano trapiantato a Roma, descrive con lucidità le storie di grandi sportivi che si intrecciavano, inevitabilmente, con la politica. Che, sia sotto forma di dittatura o di democrazia, vede nello sport un modo per acquisire consenso o per sedare tumulti di popolo. L’episodio più truce e commovente è sicuramente quello relativo al Mondiale di calcio vinto dall’argentina nel 1978, quelli di Videla e Menotti, di Kempes, Luque e Passarella, della “Marmelada peruana”, dei desaparecidos e dei massacri alla Escuela de Mecanica de la Armada.

Un regime che affossa un Paese col terrore, gli omicidi di massa (i condannati venivano uccisi e lanciati da un aereo in mare col petto squarciato per non farli tornare a galla), le persecuzioni e il Mondiale di calcio. 700 milioni di dollari per organizzare la manifestazione iridata. Ma non solo vicende di rapporti di potere politico: anche storie di razzismo, come quelle di Hurricane, Artur Ashe, Nelson Mandela e la vera storia di Invictus. Lo sport, come fenomeno di massa, è stato sempre sia inviso che sfruttato dal detentore della sovranità (popolare e non). Per questo, insieme alla stampa e al cinema, lo sport è uno dei grimaldelli necessari per entrare nelle sensibilità e nei cuori della gente.

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