Stefano Borgonovo vive nelle pagine del suo libro “Attaccante nato”

Stefano Borgonovo ci ha lasciati dopo aver lottato per anni contro “la stronza”, come lui chiamava la Sla. Di lui rimarranno i ricordi delle sue imprese calcistiche, ma soprattutto l’attaccamento alla vita e la forza che la malattia non ha mai spento.

“Io, se potessi, scenderei in campo adesso, su un prato o all’oratorio. Perché io amo il calcio”

La sua esperienza fu raccolta in un libro “Attaccante nato”, edito Rizzoli, dove racconta che quando era ragazzo, Stefano fu avvicinato da una zingara che gli disse: avrai successo nel lavoro e nella vita privata, ma verrà un momento in cui pagherai tutto.

La Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) è una malattia subdola, di cui non si conoscono cause e cure, che paralizza gradualmente tutta la muscolatura volontaria. L’8 ottobre 2008, in occasione della partita Fiorentina-Milan, organizzata per raccogliere fondi contro la Sla, Borgonovo ha commosso l’Italia scendendo in campo sulla speciale sedia a rotelle su cui era costretto.

Nel testo rivela la sua esperienza ed è stato realizzato da Borgonovo dettando le sue memorie ad Alessandro Alciato attraverso un sintetizzatore vocale governato dal movimento delle pupille. Alla cronaca drammatica dell’insorgere dei primi sintomi e della quotidianità della malattia si alterna il racconto della carriera in serie A, ricco di aneddoti sui grandi protagonisti del calcio.

Il libro ha ottenuto importanti riconoscimenti quali il Premio Gianni Brera (Milano, Gennaio 2011), il Premio Andrea Fortunato-Miglior Libro 2010 (Roma, Febbraio 2011) e una segnalazione particolare nella sezione Saggistica del XLV Concorso Letterario del Coni (Roma, Novembre 2011).

Spesso si è discusso sul legame tra la Sla e il mondo del calcio azzardando talvolta dei collegamenti con il doping o addirittura con i diserbanti utilizzati per coltivare i campi da gioco. Ad oggi non si sa se ci siano dei legami, ma Stefano Borgonovo ha combattuto fino all’ultimo con la sua Fondazione per finanziare la ricerca.

“Bisogna muoversi per trovare una soluzione, il calcio deve muoversi per sconfiggere questa stronza”

E’ giusto in suo onore, continuare seguendo il percorso da lui tracciato,  ricordando sempre il coraggio con cui ha lottato in questi anni.

 

Intervista: Tonino Cagnucci racconta De André

No comments yet

Leave a Reply





XHTML: You can use these tags: