Tonina Pantani “In nome di Marco”

A quasi dieci anni dalla morte, la storia del Pirata vista con gli occhi e con il cuore della madre Tonina Pantani, è uscito il libro “In nome di Marco” scritto insieme al giornalista Francesco Ceniti. Il libro, edito da Rizzoli, è nato per cercare di rispondere ad una domanda: Perché Marco Pantani, nonostante tutto e tutti, resta il ciclista italiano più amato e rimpianto?

 

Le autrici scavano nel profondo della passione dei tifosi e raccontano quello che è successo prima che un ragazzo gracile diventasse il Pirata e dopo la fine della sua vita intensa e tormentata. Un’occasione per dare ai suoi fan il ricordo più completo di questa vicenda unica e indimenticabile. Gli anni belli e quelli bui. Sembrava impossibile trovare sorprese, e invece è emersa una clamorosa verità: il test antidoping che escluse Pantani dal Giro del 1999 violava il protocollo in almeno un punto. Da quel ritiro forzato, da quel 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, nulla è stato più lo stesso nella vita di Marco. A proposito dell’episodio spartiacque c’è una sorpresa. Era il Giro d’Italia 1999 e Pantani fu fermato per ematocrito fuori norma. Valore a 51,9, con il limite a 50, ma c’era un vizio di forma in quel controllo.

 

Completa il racconto un ricco apparato di preziose immagini che mamma Tonina ha scelto di mostrare per la prima volta: documenti di gara, foto inedite e oggetti di culto, primi tra tutti una maglia rosa sulla quale Marco aveva denunciato con dieci anni di anticipo il grande inganno di Armstrong e il passaporto su cui si era sfogato senza filtri sulla sua vicenda umana e sportiva. Tonina lo ricorda così: “Marco, anche da uomo – dice la madre – è sempre stato il mio bimbo. Quasi non mi sono accorta che stava crescendo, diventando un ciclista importante. Lui per i tifosi dava l’anima, passava oltre la fatica”.

Rizzoli
360 pagine | 18 euro

Origini del termine “Zona Cesarini”

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