Detrazione del 19% sull’acquisto dei libri

Di Fabiola Rieti

Il Governo si muove a favore della cultura e nel piano “Destinazione Italia” il Premier Enrico Letta ha spiegato con soddisfazione che “nel decreto legge sull’agevolazione ai comparti industriali segnalo una misura per favorire la lettura dei libri, la detrazione fiscale del 19% del prezzo dei libri, un punto importante che ha a che vedere con la diffusione dei libri e della cultura”.

 

Commento dell’Aie
Per il provvedimento il Governo è pronto a stanziare 50 milioni, la misura è contenuta nel collegato alla Legge di Stabilità all’esame del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa congiunta del Ministero dei Beni Culturali, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, sarà valida per il prossimo triennio e prevede una detrazione per i consumatori muniti di idonea documentazione fiscale. Immediata la reazione dell’Associazione Italiana Editori: “Una decisione davvero importante e soprattutto una svolta per la lettura in Italia. Questo è più di un semplice segnale da parte del Governo e del Premier Letta: è un fatto importante, anche perché va nella direzione delle richieste come Associazione. È un modo concreto per aiutare non solo il nostro mondo, le librerie e la filiera, ma tutto il Paese a crescere, riscoprendo il piacere della lettura e cercando così di invertire la triste tendenza rispetto all’imbarazzante primato Ocse che ci vede agli ultimi posti nella comprensione dei testi e in fondo alle classifiche dei Paesi che leggono di più” ha concluso il Presidente dell’Aie Marco Polillo.

 

La soddisfazione dell’Aib
L’Associazione Italiana Biblioteche ha salutato con soddisfazione le misure per favorire la diffusione della lettura. “Dopo l’abolizione del tetto agli sconti sull’acquisto dei libri da parte delle biblioteche, che grazie alla modifica della Legge Levi contenuta nel decreto “Valore Cultura” (D.L. 91/2013) agevolerà l’acquisto di libri, questo è un altro passo avanti nella definizione di politiche strutturali di sostegno al mercato librario e di incentivo alla lettura – ha commentato il presidente dell’Aib, Stefano Parise – Servono ora al più presto interventi strutturali che rafforzino il ruolo e l’attività dei luoghi in cui la lettura viene promossa come abitudine culturale, ovvero le scuole e le biblioteche. La centralità della lettura per la vita del nostro paese riguarda certo la vendita dei libri ma anche, o soprattutto, la loro fruizione nelle biblioteche pubbliche. Il sistema bibliotecario italiano è un pilastro indispensabile per qualsiasi politica a favore della lettura”.

 

Come funziona
La detrazione sarà del 19% per un massimo di spesa pari a 2.000 euro nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri muniti di codice ISBN: 1.000 euro per testi scolastici e universitari e 1.000 euro per i libri di lettura e tutte le altre pubblicazioni. La detrazione riguarda solo i libri cartacei, mentre per gli ebook e i testi digitali nulla da fare, sono esclusi anche i libri già deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo. In questo senso il comparto editoria chiede una revisione dell’aliquota dell’Iva, invece che considerare quella al 22% (sono assimilati a prodotti informatici), si potrebbe tener conto di quella valida per i libri cartacei, ovvero il 4%. Per beneficiare della detrazione occorrerà avere l’adeguata documentazione fiscale, conservate quindi scontrini e ricevute.

 

Le polemiche
Secondo Blitzquotidiano.it l’effetto concreto sulle famiglie sarà minimo. Il portale ha calcolato che in Italia, ci sono circa 20 milioni di famiglie, se ognuna spendesse in un anno 250 euro per acquistare libri, risulta un conto finale di 5 miliardi di euro, il 19% di 5 miliardi è 950 milioni: 900 milioni più di quanto il governo ha stanziato. Facendo il conto inverso: 50 milioni sono il 19% di circa 260 milioni, quindi il fondo può coprire le detrazioni sino a una spesa che consentirà di acquistare libri ad ognuna delle 20 milioni di famiglie per 13 euro, risparmiandone, circa due. Il ministero per Sviluppo economico, nel tentativo di chiarire l’interrogativo ha risposto con tempestività che la copertura di 50 milioni è “fissata nella misura massima” e non sono previsti rifinanziamenti una volta finiti e che la cifra deve intendersi complessiva per il triennio 2014-16. Quindi i 50 milioni significano 16,6 all’anno. Dunque il risparmio di ogni famiglia a questo punto sarebbe di 66 centesimi l’anno.

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