“Le stelle sono tante”, morte e resurrezione della Juventus

Di Fabiola Rieti

Ne “Le stelle sono tante”, Michele Messina raccoglie i racconti di due campionati giocati dalla Juventus nella stagione 2006/2007 e nel 2010/2011. Il libro si divide in due parti che potrebbero avere vita indipendente, con ogni capitolo dedicato ad una giornata di campionato. Partita dopo partita la vita viene scandita dalla Juve.

 

La descrizione della partita è alternata alle scene di vita quotidiana e ad anche scolastica, visto che il protagonista è un insegnante nelle scuole secondarie della provincia di Modena, tifoso bianconero. L’anno scolastico viene ripercorso attraverso la stagione calcistica. Si aggiungono poi i commenti delle tv locali e quelli da bar che si spostano nei corridoi della scuola, dove anche i professori più duri si sciolgono di fronte alla manifestazione del loro essere tifosi.

 

“A scuola nessuno sospetta della mia fede di appartenenza. La regola del buon insegnante è di non dare troppi punti di riferimento ai ragazzi, in modo tale da non diventare un amico”

 

La prima parte, intitolata “L’inferno (ovvero Mister Filley ha detto che sono tredici)”, descrive il campionato 2006/2007, quello della vergogna in serie B post Calciopoli. All’inizio, a livello narrativo il modo in cui viene descritta la Juve in B è decisamente intristito senza passione, come un uomo tradito parla della sua donna. Successivamente, invece, riemergono tutti gli atteggiamenti tipici del tifoso, dal senso di ingiustizia per gli errori arbitrali a proprio discapito fino all’odio per l’avversario vittorioso.

 

“E’ possibile che sempre contro di noi dei perfetti sconosciuti o centravanti dimenticati dagli annali, riescono a dipingere la loro giornata di gloria”

 

La seconda parte, intitolata “Il Paradiso (una stella per Vladimiro Caminiti)”, racconta la resurrezione dei bianconeri che, tra lo scetticismo di un allenatore che arriva dalla B e una squadra che ha deluso le aspettative degli ultimi anni, conquistano lo scudetto. L’omaggio al giornalista Caminiti è la celebrazione di un grande professionista troppo spesso dimenticato. Un po’ come l’autore non vuole dimenticare che quello scudetto è macchiato da un addio che i tifosi non possono cancellare, quello del loro Capitano: Alessandro Del Piero.

 

 “Addio mio Capitano, solo Capitano. Tutto il resto passa nell’indifferenza di questo addio annunciato da mesi, per volontà della società”

Il mio libro
200 pagine | 14,50 euro

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