“Calciatori di sinistra”, il lato rosso del pallone

Di Fabiola Rieti

Il calcio è politica. Il pallone che rotola sul rettangolo verde può diventare il simbolo di una scelta di campo in campo. Ogni elemento che circonda la nostra esistenza passa per la politica e, anche undici uomini che corrono con l’obiettivo di fare gol, possono trasformarsi nella bandiera di un partito. Il pregiudizio racconta di calciatori ignoranti, poco attenti al sociale e disinteressati al mondo che li circonda, ma Quique Peinado nel suo “Calciatori di sinistra” racconta una realtà completamente diversa.

 

“Nel calcio la gente che si pone domande non è bene accetta” diceva Joan Cordero e forse per questo motivo si preferisce vivere nella certezza che un giocatore di calcio ragioni con i piedi e non con la testa. Grazie a questo libro e al lavoro minuzioso di ricerca condotto dall’autore, si ha la possibilità di conoscere calciatori noti e meno noti sotto una luce completamente diversa.
La lista è lunga da Agustin Gomez Pagola, che fu inviato in Unione Sovietica durante la Guerra civile spagnola e poi divenne agente del Kgb, fino a Socrates, personalità di spicco della Nazionale brasiliana e  bandiera della cultura nel calcio.

 

Ogni calciatore raccontato da Quique Peinado ci accompagna in un momento storico e lo arricchisce di elementi nuovi, come i Mondiali del 1978 in Argentina, ad esempio, usati dal regime di Videla a scopo politico per nascondere le mostruosità della dittatura e dare un’immagine forzata di serenità.
Ci sono poi uomini che hanno consacrato una vita alla lotta politica, sacrificando sull’altare dell’impegno sociale una luminosa carriera. E’ il caso di Carlos Humberto Caszely, bomber cileno che si rifiutò di stringere la mano a Pinochet e che visse da vicino l’orrore del regime con la sofferenza di sua madre torturata e seviziata.

 

Anche in Italia ci sono esempi di giocatori che hanno fatto una scelta di campo come Cristiano Lucarelli, Damiano Tommasi, Riccardo Zampagna e Paolo Sollier. Gli allenatori non sono esenti da questo mondo sotterraneo dedito all’impegno politico, ad esempio Alex Ferguson, sostenitore di Tony Blair, fu coinvolto nella campagna elettorale del 2011, quando i laburisti scozzesi inviarono diecimila lettere agli indecisi con un messaggio scritto da Alex Ferguson per chiedere il voto. Vicente del Bosque viene raccontato come un progressista, ma prudente: “Sono conservatore per certe cose, ma mi piace che il paese e la società vadano avanti” raccontò in un’intervista a El Mundo.
Quique Peinado in “Calciatori di sinistra” riesce ad aprire la porta della consapevolezza sociale sul mondo del calcio. Soldi e gloria non sempre appannano l’istinto umano di cercare giustizia anche in una realtà in cui vige solo la dura legge del gol.

 

Isbn Edizioni
256 pag | 21,00 euro
Traduzione di Giovanni Dozzini

 

 

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